"Sono doppiamente preoccupata: come mamma, perché mi chiedo quali conseguenze potrà avere sulla crescita dei ragazzi l'incapacità di riconoscere le loro responsabilità quando commettono azioni scorrette, dubitando sempre della parola della scuola.
Come dirigente, perché mi trovo in difficoltà a creare con questi genitori un'alleanza educativa, che ritengo un obiettivo fondamentale. (Mamma)
Cara Alessandra, molte volte ho richiamato la difficoltà di separazione come uno dei problemi psicologici più rilevanti tra genitori e figli. La separazione prima che essere fisica si verifica nella mente delle persone. Alcuni genitori sentono i figlio come u n prolungamento di loro stessi , per cui tendo a scusarli sempre perché si riconoscono in loro da ragazzi. Altri ritengono che un rimprovero fatto a un figlio sia un'accusa di incapacità educativa.
Altri ancora hanno bisogno di difendere a ogni costo la propria immagine mentale di un figlio ideale e meraviglioso.
Dentro a queste diverse posizioni c'è l'idea del figlio come qualcuno che appartiene ai genitori, il risultato esclusivo dei loro cromosomi e del loro amore. Negando però che un figlio appartiene a se stesso prima che a mamma e papà e che , man mano che cresce, la protezione nei suoi confronti va ridotta in modo che il ragazzo si confronti in autonomia con la realtà e le sue richieste. Non è forse un caso se i disturbi d'ansia e quelli legati alla carenza di autostima siano cosi diffusi?
Un narcisismo rafforzato da quello dei genitori che non tollerano le frustrazioni dei figli e, anziché aiutarli a trovare sicurezza in se stessi, si fanno carico di difenderli anche quando sono indifendibili.(Dottore)"
Articolo Famiglia Cristiana